Raccolta casuale del piacere e della bellezza di scrivere e condividere parole e forse, qualcosa in più. Racconti brevi, poesie, viaggi, pensieri, improvvisazioni. Sensazioni sulla pelle.
lunedì 26 marzo 2018
La diversità
La diversità. Quando è un valore aggiunto, quando è curiosità e scoperta dell'altro e delle proprie terre inesplorate. Quando è sconosciuta e fa paura, ma trova il coraggio per continuare, per spingersi oltre ogni limite. Quando fa guardare improvvisamente con occhi spalancati ogni dettaglio che pareva inesistente o così banale. Quando spinge verso azioni impensabili prima di quel momento. Quando da' vita a sorrisi e risa sincere, grandi, indescrivibili.
Ilaria Daddario
venerdì 23 marzo 2018
L'occasione
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| Fotografia di Annalisa Falcicchio |
Questa è la storia di un'attesa. Quanto lunga, non so dire, ma sicuramente è la storia di un'attesa stravagante.
Quando ero una ragazza immatura e testarda, spesso lei non c'era. Avevo i capelli sempre in disordine e mi curavo poco, ma l'aspettavo. La immaginavo giungere lì davanti, per me. Non telefonava e non scriveva, ma io attendevo comunque quel treno che la portasse sulle mie strade polverose: le radici dell'appartenenza non le stabilisci, quel luogo era mio e io sentivo di appartenere a quel luogo e forse anche per questo lì aspettavo. E quando aspetti, si sa, il cuore subisce alti e bassi tipo quelle maree imprevedibili che descrivono nei documentari sulla natura. Aspettavo, e quella diventava in fretta l'attesa più eccitante e angosciosa, un accumulo di così tanto di tutto, che nemmeno riuscivo più ad ascoltare quelle voci nei miei pensieri. Ero in preciso equilibrio tra il desiderio e il timore, l'esultanza e il rifiuto, saltellavo consapevole tra i miei sentimenti sempre così contrastanti e irrequieti. Mi sentivo così imperfettamente in bilico sui binari del silenzio e del rumore, nella stazione della mia curiosità. Questa è la storia dell'attesa paziente: di un treno, di una persona, di un equilibrio, di una scoperta. Di un'occasione.
Ilaria Daddario
martedì 13 marzo 2018
Panorama
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| Fotografia di Andrea De Biasi |
Quando guardo le cose mi sembra di impazzire. Di impazzire dalla curiosità, dal desiderio, dall'interesse, dalla voglia. Ogni giorno è quello ideale, ogni luogo è assoluto, tutti sono la mia gente. Ed io non ho abbastanza occhi per godere di questa panoramica sulla realtà, la consumo in fretta, con foga, come la sigaretta che mi scivola tra le dita. Sento di possederla e in realtà non è mai veramente mia: aspiro tutto quello che riesco, avida ed incerta, mi prendo tutto quello che posso per poi lasciarla andare, allo stesso modo, ogni volta. Ed ogni volta è come la prima, ogni sguardo è quello più nuovo, ogni panorama è sempre più mio.
Ilaria Daddario
giovedì 8 marzo 2018
Primavera
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| Fotografia di Ilaria Daddario |
Ed eccolo, un pomeriggio che ci spiega ancora la primavera, che ci insegna di nuovo di cos'è capace e ci ricorda le sue sfumature. C'è del sole che illumina la pelle timida, così disabituata ad essere esposta e riscaldata; c'è del profumo di erba umida, c'è del vento caldo e ci sono i suoni delicati dei cinguettii. Siamo in tanti su questo prato fresco, siamo con gli occhi socchiusi e i sensi che sorridono liberi, siamo di ogni età e di ogni storia, ed io vorrei conoscerle tutte. Perchè in fondo abbiamo tutti qualcosa in comune oggi, in attimi passati, in qualche futuro lontano, sempre. Solo che ce lo dimentichiamo ogni giorno.
Ilaria Daddario
domenica 4 marzo 2018
Come se non avessi peso
Un vento fresco, che accarezza i pensieri.
Uno sguardo curioso, da cui comincia un'ispirazione.
Un profumo buono, che libera fantasia e immaginazione.
Un fremito, che suscita sensazioni nuove.
Un respiro sereno, che diviene senso di leggerezza.
Come se non avessi peso.
Ilaria Daddario
venerdì 2 marzo 2018
Coraggio
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| Fotografia di Annalisa Falcicchio |
Il coraggio di immergermi nella profondità delle cose da capo a piedi.
Il coraggio di quelle cose che non posso toccare con le mani, né vedere con gli occhi, che sono una scommessa. Probabilmente a volte ne ho avuto fin troppo, altre volte per nulla, altre ancora ho dovuto tirarlo fuori per forza. Il coraggio di fare una sorpresa.
Mi rendo conto che ne serve parecchio. Il coraggio di sentirmi elettrizzata e curiosa mentre il sipario si spalanca sul palcoscenico di uno spettacolo dal titolo mai sentito prima, che è stato un regalo e non ho scelto da sola. Il coraggio di un abbraccio, di un bacio.
Alcune volte, in bilico sul trampolino della mia esitazione, mi sono chiesta se, mi sono chiesta come, mi sono chiesta perché e ogni domanda, seppur valida, alla fine risultava superficiale.
Il coraggio di partire.
Il coraggio di passeggiare da sola e di farlo in compagnia.
Chissà se poi il coraggio è una qualità istintiva o se è il raccolto di infiniti imprevisti e chissà se poi è proprio una qualità.
Il coraggio di guardare un risultato tanto atteso, il coraggio delle scelte, di prendere l’iniziativa.
Il coraggio di non sapere, perché spesso è audace proprio un’ammissione, una consapevolezza.
Il coraggio di un errore, di un rischio più grande anche di me.
A volte è troppo autentico, costa troppo.
Il coraggio di lasciarmi scuotere l’anima dall’arte, quando parla un po’ di me e mi guarda dentro.
Il coraggio di risvegliare ciò che è assopito da tempo.
Il coraggio di iniziare qualcosa, ma anche di portarla a termine.
Il coraggio di suonare il campanello di una porta su cui manca l’etichetta col nome del residente.
Il coraggio di dare fiducia, pur sentendomi vulnerabile.
Il coraggio delle parole, quando sanno essere per me carezza e schiaffo allo stesso tempo.
Ilaria Daddario
Testo pubblicato sul magazine Colori Vivaci Megazine
http://www.colorivivacimagazine.com/2018/03/coraggio/
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