lunedì 3 gennaio 2022

L'altalena 2021

 

2021

 [Che viene fuori se scrivo piccoli pensieri quasi ogni giorno per un anno e poi unisco tutto? - Un giro in altalena.] 

Fermati e datti tregua. Respira. Hai il diritto di procedere con più calma o addirittura di fermarti del tutto.

Una coperta che sprigiona il calore delle certezze. Del posto più affidabile che conosco. Nel profondo di ciò che possiedo.

Alcuni vuoti sono da riempire col coraggio di dedicarsi a sé stessi. Ritrovalo!

Come una delusione che giunge piano, ma frantumando ogni certezza, rompendo sospiri di piacere e leggerezza; nuvole a ciel sereno.

Piacevolmente insieme.

Un fuoco che vuole continuare a bruciare forte, noncurante del fumo.

Poter aiutare. In qualche modo, in ogni modo. Un salvagente d’amore.

Un po’ intrappolata in me stessa. Un labirinto di scelte, vicoli di sbagli, bivio di possibilità. Ci resto o mi arresto del tutto.

Il gusto amaro che fa sputare via ciò che non piace. Un vestito troppo stretto.

Rigenerandomi ogni volta, in ogni nuovo corso d’acqua. Con la mia pelle bagnata di un fresco coraggio.

Con poco e con tanto, per tutto e per niente. Contenere a fatica qualcosa che straborda. Oltre. Necessità di svuotare per riempire ancora. Lasciar andare, allentare.

Essere appassionati. Creativi. Fantasiosi. Carichi di colori e meraviglie. Continuamente sorpresi e sorprendenti. Sempre nuovi. Mai uguali.

Tra mura che accolgono: condivisione, tepore domestico, famiglia.

La bellezza di una proposta e la forza di un progetto, un invito che spalanca cuore, speranza e passione.

Sforzo, impegno, dedizione, sacrificio. Farcela!

Raggiungere un traguardo, un obiettivo, una consapevolezza.

Pieno, ricco, prezioso. Da far girare la testa, come sanno fare quelle emozioni intense. Come la delicatezza e la potenza di tante attenzioni che arrivano forti, dritte fino a raggiungere la stanza al centro del cuore, quella più calda e quella più piccola perché tanto di spazio ne serve poco quando ci si stringe forte. Anima vibrante, occhi brillanti, cuore gonfio.

Acque agitate con alta marea. Del tutto esposti, difficili aggrapparsi, impossibile riposarsi. Emozioni travolgenti bussano alla porta di una dura, aspra mattinata al fianco di anime confuse.

Un abbraccio profondo che riesce a cullare debolezze e fragilità del corpo e del cuore.

Un animo prezioso e puro, buono e delicato, fragile quanto quei ricordi affievoliti dal tempo che ama raccontare e condividere e facendomeli immaginare nitidamente attraverso i suoi occhi e le sue emozioni. Tra i miei amori più dolci.

Di fronte al mare d’inverno.

Due persone che si spezzano ferocemente a vicenda, pur senza sfiorarsi.

Com’è amara una fine.

Uno zoom sulle emozioni, su tutte quelle strade nel cuore.

Regaliamoci il modo e il tempo. Regaliamoci uno scambio incondizionato. Regaliamoci relazioni che possano riempirci fino a strabordare.

Approfondire.

Spiragli di luce, prove di un’imprevedibilità che conforta, accarezza, alleggerisce.

Riconciliare anime ferite.

Balcone con vista, vista su panorama di occasioni da cogliere o da lasciar andare. Magari la prossima volta.

Oggi cuore stanco.

Cuore a cuore. Anima vicino anima. Occhi dentro occhi.

Nuove risate e piacevoli sorsi di freschezza.

Quando i colori si fanno più tetri.

Pungente. Quella delusione che va a finire nella tasca più profonda della giacca, quella più vicina a dove si trova il cuore. Probabilmente la cucirò con dei punti precisi e definitivi.

Piena di sole e di vento. Di cose e di persone. Una giornata piena.

Si, siamo anche fragili, eccome. Alla nascita dovrebbero scriverci addosso che siamo da maneggiare con cura. Come un tattoo che suggerisca a tutti la cura necessaria. Si, siamo anche delicati, eccome. Potremmo frantumarci e spesso accade. Ferite sulla pelle come nell’anima. “Sento come un buco nel cuore”. A partire da questa frase, una riflessione. Mi piace pensare che in quello squarcio doloroso si possa guardare, cercare, scoprire, ritrovarsi. Fino a recuperare ogni pezzo di sé, riassemblando il tutto in qualcosa di nuovo, ma che profuma sempre di noi.

Senza troppe domande. Baciata dalle novità.

Sprint di energia! Un lavoro che giunge finalmente al termine.

Freddo. Oggi ho sentito tanto freddo. Nel posto sbagliato al momento sbagliato, ho visto con questi occhi come può venir strappato alle persone l’amore. Come può nascere un dolore. Crepe del cuore, equilibri frantumati, forse, per sempre. Oggi ho sentito tanto freddo. Ora vado a dormire. Al mattino il mio cuore indossa delle scure occhiaie per colpa di un dispiacere che tieni svegli tutta la notte pur con gli occhi chiusi. Il calore delle coperte non è bastato a riscaldarmi la sofferenza, a togliermi quel freddo, non è bastato ad accarezzarmi l’anima. E il paradosso del corpo è che ho sentito caldo per tutta la notte.

Mattine di consapevolezze e di percorsi.

Ti sei salvata!

Vivere gli ultimi giorni di un’esperienza lunga un anno lascia addosso delle emozioni strane, non definite. Malinconia, tristezza, tanta gratitudine. Mi tengo stretta le ultime occasioni, vado fino in fondo, mi prendo tutto. Ultima settimana.

Si è presentata un’occasione bella. Improvvisa, sorprendente, luminosa.

Oggi mi luccicano gli occhi. Luccicano di una speranza nuova, di una volontà bella, di una motivazione intensa. Dita incrociate.

Completamente sospesa. In un precario equilibrio tra ciò che non c’è e potrebbe esserci. Forse. Incerto. Non si sa e non si può sapere. Aspettare, ancora. Spero…

Domani: che ne sarà di me?

Oggi sboccia un nuovo fiore.

L’emozione di un nuovo inizio, che vibra ed entusiasma come non mai. Piccole fiamme accese.

Ore che scorrono senza che io me ne renda conto, nella piacevolezza di un tempo ben speso, che mi riempie cuore e bagagli.

Che nottata inaspettata ed improvvisa. Prendersi tutto l’istinto e il bello che c’è, finché ce n’è. Intenso come poche volte, acceso e potente. Pericoloso.

Può mancare ciò che non si è mai posseduto davvero? Un’illusione? Vorrei poter fermare il tempo, goderne ogni micro istante, più a fondo, come fosse dilatato.

Primo giorno di una responsabilità tutta nuova, tutta mia, solo mia. Grinta ed energia, gratitudine ed impegno. E che questa semina possa essere tra le più ricche di sempre!

Da una parte un entusiasmo sconfinato, dall’altra una mancanza insolita, che è ora di ammettere a me stessa.

Procedere ininterrottamente.

E ti chiedi se lo stai facendo bene, nel modo giusto, come dovrebbe esser fatto. E ti chiedi se è giusto questo silenzio pieno di cose da dire.

Ricominciare.

Ci si stranisce. Ci si preoccupa.

Stanca.

Resistente. Radici ancorate alla stabilità del suolo. Tenere duro, comunque.

Una giornata carica di vibrazioni di ogni tipo.

Una domenica spenta ma che si accende in fondo di una cosa buona. Il paradosso di quando esser negativa, è una notizia positiva! FUCK COVID-19!

Una nuova carica, una nuova decisione.

Sistemando e rimettendo ogni cosa al proprio posto. Come ghiaccio che, sciogliendosi, riempie un recipiente della giusta misura.

Giornate piene ed impegnative, necessità di ricaricare per ciò che ancora sta per arrivare. Di bello.

E tutto tace. Solo la pioggia osa far rumore in una notte silenziosa, temeraria come poche.

Debolezza.

Qualche livido sul cuore, fa un po’ male a ripensarci.

Oggi mi sono fatta un regalo.

Come può mancarmi così tanto ciò che non è mai stato davvero mio? Come posso sentire in modo così potente ciò che è stato capace di crearmi un livido così profondo?

Si procede. Sto anche laddove mi è difficile stare. Resisto. Ci provo. Comprendo. Mi appassiono. Mi lancio. Cado. Come andrà non lo so, ma uso ogni strumento che possiedo.

Gioco a creare. Mi rispecchio nell’arte, e mi riconosco.

Nuovi incontri. Nuovi scambi.

Stranezze. Un nuovo modo di sentirmi, di percepire.

Pandemia mondiale. Lockdown. Non succede niente di che; eppure sento che in me si sta muovendo tutto.

Questa notte è più buia del solito. Forse perché sono io che sto cercando quella luce che mi sembra così lontana, ora. Ma forse è tempo di stare nel buio e nel silenzio, aspettando che i tempi siano maturi per tirar fuori ogni colore, ogni suono.

Certo è strano quanto i cambiamenti possano arrivare in fretta e senza preavviso. Le giornate, le cose, le persone, i progetti. Tutto tranne ciò che avresti immaginato e ipotizzato. Niente per cui ti eri preparata.

“Hai gli occhi stanchi” mi ha detto oggi una persona che non mi conosce affatto.

Scalza, su un divano morbido. In piedi. In bilico, in tutta la mia ambivalenza. Sottovoce, in uno sguardo.

Un’amica, un luogo qualsiasi, parole autentiche. Mi fa sentire fortunata.

Disinnescare. Ridimensionare. Attenuare. Ammorbidire. A volte per spegnere ci vuole più forza che per accendere. Quella forza e quel tempo per arrotondare gli spigoli, per scavalcare i muri. Pronti a fare una carezza a sé stessi e agli altri.

Notti di luna.

Termina un weekend all’insegna della leggerezza, della sorpresa, del qui ed ora vissuto al massimo, dalla pancia che esprime volontà. Tutto ciò di cui avevo bisogno, tutto ciò che desideravo in mezzo a rinunce e restrizioni. Un sabato e una domenica che mi hanno svuotata e riempita allo stesso tempo.

Più leggera, ho fatto ciò che era giusto per me. Ascolto me e le mie esigenze, me e i miei bisogni, prima di tutto il resto.

Fare meno e fare meglio.

Due giorni a respirare mare e natura, complicità, avventura. Meravigliosa sensazione di anima ritrovata…

Prolungamento di esperienze. Condivisione. Cooperazione.

FesteggiarSI.

Quelle amiche che ti fanno sentire bene, ritrovata, felice. Quelle amiche che sono lì da 15 anni e conservano ancora quel profumo di fresco e sorrisi spensierati e troppo belli.

Sentirmi libera. Ma libera davvero, finalmente, dopo troppo tempo di maledette ed opprimenti restrizioni. Assaporare quella sensazione di vita che scorre, adorare le relazioni, badare ad ogni piccolo dettaglio, porre più attenzione, accarezzare le occasioni; oggi così libera, così felice!

Che qualcosa di nuovo cominci, più bello che mai. Buona settimana a me!

Si. A volte bisogna esagerare!

Spensieratezza e risate fino a piangere.

Le persone sono una vera e propria scommessa con le emozioni. Non sai e non saprai. Non lo so se voglio scommettere ancora, non lo so se scommettere mi piace. Si spendono più energie per fare le guerre alle persone, piuttosto che per amarle.

Di giornate spese a sorridere e a respirare, godendo del vento.

Lanciarsi. Senza respiro. Occasioni.

Mi dondola il vento, mi accarezza la curiosità. Mi sento leggera. E viva.

E se la passione brucia forte… che bruci! Che accenda ogni mio senso, portandolo ovunque si possa andare.

La mia pelle, questa mattina, calda di raggi di sole spuntati da solo qualche ora. Però già intensi, già capaci di penetrare, fino a raggiungere quelle vibrazioni della mia energia. Niente occhiali da sole, voglio prendermi anche la fatica per guardar bene davanti a me, con gli occhi semichiusi. Cammino e mi accaldo, ma mi piace, mi fa sentire viva, attiva, calda come quel sole che resterà alto fino a stasera, finché ce n’è, prima di perdersi nell’orizzonte. Nelle zone d’ombra invece è fresco. Rigenerante, e sensazioni diverse si alternano, lasciandomi indecisa su quale preferire. Perché scegliere? Posso camminare ovunque, facendo slalom tra le mie luci e le mie ombre, prendendomi tutto.

Tante cose, che non avevo previsto, che non immaginavo. Un’estate piena di novità, conoscenze, condivisioni, libertà e leggerezza.

Un futuro che forse comincia a prendere forma e colore e struttura.

Andando fuori da qualsiasi confine io potessi immaginare per me. Andando verso un incontro nuovo, impensabile, sconosciuto, travolgente, improvviso ed inspiegabile. Tra le protagoniste, ecco una me diversa, che non esisteva prima, che non conosco ma che evidentemente vive e convive in me. Un colore nuovo nel mio arcobaleno. Mi sconvolge ed affascina, mi spaventa e mi attrae. Scappare o restare. Vivere.

Una realtà fatta di più alternative. Fatta di una diversità, in fondo molto simile alla mia.

Mi spacca in due e mi ricuce. Ogni volta.

Pagine da riempire col coraggio di dedicarsi a sé stessi. Come sospiri di piacevolezza. Che impresa! Appassionati e creativi. Così vivi. In qualche modo, in ogni modo. Inzuppati di inchiostro colorato e meraviglia. Continuamente sorpresi e sorprendenti. Sempre nuovi e mai uguali. Rigenerati ogni volta, nel fluire di nuovi corsi d’acqua. E con la pelle bagnata di rinnovata leggerezza.

Ce n’era voluto di tempo. Il tempo dei panni stesi al sole, in attesa di un’asciugatura completa e rigenerante.

Ilaria Daddario