2021
[Che viene fuori se scrivo piccoli pensieri quasi ogni giorno per un anno e poi unisco tutto? - Un giro in altalena.]
Fermati e datti tregua. Respira. Hai il diritto di procedere
con più calma o addirittura di fermarti del tutto.
Una coperta che sprigiona il calore delle certezze. Del
posto più affidabile che conosco. Nel profondo di ciò che possiedo.
Alcuni vuoti sono da riempire col coraggio di dedicarsi a sé
stessi. Ritrovalo!
Come una delusione che giunge piano, ma frantumando ogni
certezza, rompendo sospiri di piacere e leggerezza; nuvole a ciel sereno.
Piacevolmente insieme.
Un fuoco che vuole continuare a bruciare forte, noncurante
del fumo.
Poter aiutare. In qualche modo, in ogni modo. Un salvagente
d’amore.
Un po’ intrappolata in me stessa. Un labirinto di scelte,
vicoli di sbagli, bivio di possibilità. Ci resto o mi arresto del tutto.
Il gusto amaro che fa sputare via ciò che non piace. Un
vestito troppo stretto.
Rigenerandomi ogni volta, in ogni nuovo corso d’acqua. Con
la mia pelle bagnata di un fresco coraggio.
Con poco e con tanto, per tutto e per niente. Contenere a
fatica qualcosa che straborda. Oltre. Necessità di svuotare per riempire
ancora. Lasciar andare, allentare.
Essere appassionati. Creativi. Fantasiosi. Carichi di colori
e meraviglie. Continuamente sorpresi e sorprendenti. Sempre nuovi. Mai uguali.
Tra mura che accolgono: condivisione, tepore domestico,
famiglia.
La bellezza di una proposta e la forza di un progetto, un
invito che spalanca cuore, speranza e passione.
Sforzo, impegno, dedizione, sacrificio. Farcela!
Raggiungere un traguardo, un obiettivo, una consapevolezza.
Pieno, ricco, prezioso. Da far girare la testa, come sanno
fare quelle emozioni intense. Come la delicatezza e la potenza di tante attenzioni
che arrivano forti, dritte fino a raggiungere la stanza al centro del cuore,
quella più calda e quella più piccola perché tanto di spazio ne serve poco
quando ci si stringe forte. Anima vibrante, occhi brillanti, cuore gonfio.
Acque agitate con alta marea. Del tutto esposti, difficili
aggrapparsi, impossibile riposarsi. Emozioni travolgenti bussano alla porta di
una dura, aspra mattinata al fianco di anime confuse.
Un abbraccio profondo che riesce a cullare debolezze e
fragilità del corpo e del cuore.
Un animo prezioso e puro, buono e delicato, fragile quanto
quei ricordi affievoliti dal tempo che ama raccontare e condividere e
facendomeli immaginare nitidamente attraverso i suoi occhi e le sue emozioni.
Tra i miei amori più dolci.
Di fronte al mare d’inverno.
Due persone che si spezzano ferocemente a vicenda, pur senza
sfiorarsi.
Com’è amara una fine.
Uno zoom sulle emozioni, su tutte quelle strade nel cuore.
Regaliamoci il modo e il tempo. Regaliamoci uno scambio
incondizionato. Regaliamoci relazioni che possano riempirci fino a strabordare.
Approfondire.
Spiragli di luce, prove di un’imprevedibilità che conforta,
accarezza, alleggerisce.
Riconciliare anime ferite.
Balcone con vista, vista su panorama di occasioni da
cogliere o da lasciar andare. Magari la prossima volta.
Oggi cuore stanco.
Cuore a cuore. Anima vicino anima. Occhi dentro occhi.
Nuove risate e piacevoli sorsi di freschezza.
Quando i colori si fanno più tetri.
Pungente. Quella delusione che va a finire nella tasca più
profonda della giacca, quella più vicina a dove si trova il cuore.
Probabilmente la cucirò con dei punti precisi e definitivi.
Piena di sole e di vento. Di cose e di persone. Una giornata
piena.
Si, siamo anche fragili, eccome. Alla nascita dovrebbero
scriverci addosso che siamo da maneggiare con cura. Come un tattoo che
suggerisca a tutti la cura necessaria. Si, siamo anche delicati, eccome.
Potremmo frantumarci e spesso accade. Ferite sulla pelle come nell’anima.
“Sento come un buco nel cuore”. A partire da questa frase, una riflessione. Mi
piace pensare che in quello squarcio doloroso si possa guardare, cercare,
scoprire, ritrovarsi. Fino a recuperare ogni pezzo di sé, riassemblando il
tutto in qualcosa di nuovo, ma che profuma sempre di noi.
Senza troppe domande. Baciata dalle novità.
Sprint di energia! Un lavoro che giunge finalmente al
termine.
Freddo. Oggi ho sentito tanto freddo. Nel posto sbagliato al
momento sbagliato, ho visto con questi occhi come può venir strappato alle
persone l’amore. Come può nascere un dolore. Crepe del cuore, equilibri
frantumati, forse, per sempre. Oggi ho sentito tanto freddo. Ora vado a
dormire. Al mattino il mio cuore indossa delle scure occhiaie per colpa di un
dispiacere che tieni svegli tutta la notte pur con gli occhi chiusi. Il calore
delle coperte non è bastato a riscaldarmi la sofferenza, a togliermi quel
freddo, non è bastato ad accarezzarmi l’anima. E il paradosso del corpo è che
ho sentito caldo per tutta la notte.
Mattine di consapevolezze e di percorsi.
Ti sei salvata!
Vivere gli ultimi giorni di un’esperienza lunga un anno
lascia addosso delle emozioni strane, non definite. Malinconia, tristezza,
tanta gratitudine. Mi tengo stretta le ultime occasioni, vado fino in fondo, mi
prendo tutto. Ultima settimana.
Si è presentata un’occasione bella. Improvvisa,
sorprendente, luminosa.
Oggi mi luccicano gli occhi. Luccicano di una speranza
nuova, di una volontà bella, di una motivazione intensa. Dita incrociate.
Completamente sospesa. In un precario equilibrio tra ciò che
non c’è e potrebbe esserci. Forse. Incerto. Non si sa e non si può sapere.
Aspettare, ancora. Spero…
Domani: che ne sarà di me?
Oggi sboccia un nuovo fiore.
L’emozione di un nuovo inizio, che vibra ed entusiasma come
non mai. Piccole fiamme accese.
Ore che scorrono senza che io me ne renda conto, nella
piacevolezza di un tempo ben speso, che mi riempie cuore e bagagli.
Che nottata inaspettata ed improvvisa. Prendersi tutto
l’istinto e il bello che c’è, finché ce n’è. Intenso come poche volte, acceso e
potente. Pericoloso.
Può mancare ciò che non si è mai posseduto davvero?
Un’illusione? Vorrei poter fermare il tempo, goderne ogni micro istante, più a
fondo, come fosse dilatato.
Primo giorno di una responsabilità tutta nuova, tutta mia,
solo mia. Grinta ed energia, gratitudine ed impegno. E che questa semina possa
essere tra le più ricche di sempre!
Da una parte un entusiasmo sconfinato, dall’altra una
mancanza insolita, che è ora di ammettere a me stessa.
Procedere ininterrottamente.
E ti chiedi se lo stai facendo bene, nel modo giusto, come
dovrebbe esser fatto. E ti chiedi se è giusto questo silenzio pieno di cose da
dire.
Ricominciare.
Ci si stranisce. Ci si preoccupa.
Stanca.
Resistente. Radici ancorate alla stabilità del suolo. Tenere
duro, comunque.
Una giornata carica di vibrazioni di ogni tipo.
Una domenica spenta ma che si accende in fondo di una cosa
buona. Il paradosso di quando esser negativa, è una notizia positiva! FUCK
COVID-19!
Una nuova carica, una nuova decisione.
Sistemando e rimettendo ogni cosa al proprio posto. Come
ghiaccio che, sciogliendosi, riempie un recipiente della giusta misura.
Giornate piene ed impegnative, necessità di ricaricare per
ciò che ancora sta per arrivare. Di bello.
E tutto tace. Solo la pioggia osa far rumore in una notte
silenziosa, temeraria come poche.
Debolezza.
Qualche livido sul cuore, fa un po’ male a ripensarci.
Oggi mi sono fatta un regalo.
Come può mancarmi così tanto ciò che non è mai stato davvero
mio? Come posso sentire in modo così potente ciò che è stato capace di crearmi
un livido così profondo?
Si procede. Sto anche laddove mi è difficile stare. Resisto.
Ci provo. Comprendo. Mi appassiono. Mi lancio. Cado. Come andrà non lo so, ma
uso ogni strumento che possiedo.
Gioco a creare. Mi rispecchio nell’arte, e mi riconosco.
Nuovi incontri. Nuovi scambi.
Stranezze. Un nuovo modo di sentirmi, di percepire.
Pandemia mondiale. Lockdown. Non succede niente di che;
eppure sento che in me si sta muovendo tutto.
Questa notte è più buia del solito. Forse perché sono io che
sto cercando quella luce che mi sembra così lontana, ora. Ma forse è tempo di
stare nel buio e nel silenzio, aspettando che i tempi siano maturi per tirar
fuori ogni colore, ogni suono.
Certo è strano quanto i cambiamenti possano arrivare in
fretta e senza preavviso. Le giornate, le cose, le persone, i progetti. Tutto
tranne ciò che avresti immaginato e ipotizzato. Niente per cui ti eri
preparata.
“Hai gli occhi stanchi” mi ha detto oggi una persona che non
mi conosce affatto.
Scalza, su un divano morbido. In piedi. In bilico, in tutta
la mia ambivalenza. Sottovoce, in uno sguardo.
Un’amica, un luogo qualsiasi, parole autentiche. Mi fa
sentire fortunata.
Disinnescare. Ridimensionare. Attenuare. Ammorbidire. A
volte per spegnere ci vuole più forza che per accendere. Quella forza e quel tempo
per arrotondare gli spigoli, per scavalcare i muri. Pronti a fare una carezza a
sé stessi e agli altri.
Notti di luna.
Termina un weekend all’insegna della leggerezza, della
sorpresa, del qui ed ora vissuto al massimo, dalla pancia che esprime volontà.
Tutto ciò di cui avevo bisogno, tutto ciò che desideravo in mezzo a rinunce e
restrizioni. Un sabato e una domenica che mi hanno svuotata e riempita allo
stesso tempo.
Più leggera, ho fatto ciò che era giusto per me. Ascolto me
e le mie esigenze, me e i miei bisogni, prima di tutto il resto.
Fare meno e fare meglio.
Due giorni a respirare mare e natura, complicità, avventura.
Meravigliosa sensazione di anima ritrovata…
Prolungamento di esperienze. Condivisione. Cooperazione.
FesteggiarSI.
Quelle amiche che ti fanno sentire bene, ritrovata, felice.
Quelle amiche che sono lì da 15 anni e conservano ancora quel profumo di fresco
e sorrisi spensierati e troppo belli.
Sentirmi libera. Ma libera davvero, finalmente, dopo troppo
tempo di maledette ed opprimenti restrizioni. Assaporare quella sensazione di
vita che scorre, adorare le relazioni, badare ad ogni piccolo dettaglio, porre
più attenzione, accarezzare le occasioni; oggi così libera, così felice!
Che qualcosa di nuovo cominci, più bello che mai. Buona
settimana a me!
Si. A volte bisogna esagerare!
Spensieratezza e risate fino a piangere.
Le persone sono una vera e propria scommessa con le
emozioni. Non sai e non saprai. Non lo so se voglio scommettere ancora, non lo
so se scommettere mi piace. Si spendono più energie per fare le guerre alle
persone, piuttosto che per amarle.
Di giornate spese a sorridere e a respirare, godendo del
vento.
Lanciarsi. Senza respiro. Occasioni.
Mi dondola il vento, mi accarezza la curiosità. Mi sento
leggera. E viva.
E se la passione brucia forte… che bruci! Che accenda ogni
mio senso, portandolo ovunque si possa andare.
La mia pelle, questa mattina, calda di raggi di sole
spuntati da solo qualche ora. Però già intensi, già capaci di penetrare, fino a
raggiungere quelle vibrazioni della mia energia. Niente occhiali da sole,
voglio prendermi anche la fatica per guardar bene davanti a me, con gli occhi
semichiusi. Cammino e mi accaldo, ma mi piace, mi fa sentire viva, attiva,
calda come quel sole che resterà alto fino a stasera, finché ce n’è, prima di perdersi
nell’orizzonte. Nelle zone d’ombra invece è fresco. Rigenerante, e sensazioni
diverse si alternano, lasciandomi indecisa su quale preferire. Perché
scegliere? Posso camminare ovunque, facendo slalom tra le mie luci e le mie
ombre, prendendomi tutto.
Tante cose, che non avevo previsto, che non immaginavo.
Un’estate piena di novità, conoscenze, condivisioni, libertà e leggerezza.
Un futuro che forse comincia a prendere forma e colore e
struttura.
Andando fuori da qualsiasi confine io potessi immaginare per
me. Andando verso un incontro nuovo, impensabile, sconosciuto, travolgente,
improvviso ed inspiegabile. Tra le protagoniste, ecco una me diversa, che non
esisteva prima, che non conosco ma che evidentemente vive e convive in me. Un
colore nuovo nel mio arcobaleno. Mi sconvolge ed affascina, mi spaventa e mi
attrae. Scappare o restare. Vivere.
Una realtà fatta di più alternative. Fatta di una diversità,
in fondo molto simile alla mia.
Mi spacca in due e mi ricuce. Ogni volta.
Pagine da riempire col coraggio di dedicarsi a sé stessi.
Come sospiri di piacevolezza. Che impresa! Appassionati e creativi. Così vivi.
In qualche modo, in ogni modo. Inzuppati di inchiostro colorato e meraviglia.
Continuamente sorpresi e sorprendenti. Sempre nuovi e mai uguali. Rigenerati
ogni volta, nel fluire di nuovi corsi d’acqua. E con la pelle bagnata di
rinnovata leggerezza.
Ce n’era voluto di tempo. Il tempo dei panni stesi al sole, in attesa di un’asciugatura completa e rigenerante.
Ilaria Daddario
