domenica 19 gennaio 2020

Fiumi


Autore di eventi
Posò con cura
Le chiavi di un'ispirazione
Percorreva la narrazione
Di una direzione
In tasca
Fiumi di resilienza.

Ilaria Daddario

Passeggiata nel mondo


Desiderava di più, ogni volta
Qualche nuova magia.
Per esempio
Per spostare quei discorsi
E cambiare ogni volta
Potente, scaldò e mescolò
E fu pronta davvero.
Cosa aspettarsi?
Esplosero luci
Poi, emozionata e curiosa,
Cominciò a crescere.
Così in alto da sfondare il tetto,
Sopra le nuvole,
Nel mondo intero.
Immaginò di camminare
E scoprì
Parole grandi
Di un'enorme verità.

Ilaria Daddario

Mi sorrido



Il coraggio
Guardarmi e scoprirmi
Un viaggio bellissimo
La mia autenticità
Negli occhi quante sfumature, colori differenti, sempre nuovi
Mi sorrido
Questa sono io, sinceramente
Adesso, sempre
Diversa e uguale.

Ilaria Daddario

sabato 14 dicembre 2019

Su di te


Anche quando ti sembra di aver perso il senso dell'orientamento. Abbi misura della fede, della tua. Anzi no, non averne misura. Spalanca la finestra, lasciati travolgere dalle cose in cui credi, in cui hai fede, e dalla fiducia in te stessa. Aprila quella cassaforte sicura in cui tieni i tuoi gioielli, indossali con le tue mani, agganciali bene e poi mostrali pure, consapevole del loro reale valore su di te. Solo questo conta: quanto stiano bene su di te.

Ilaria Daddario

lunedì 9 dicembre 2019

Cose fondamentali


Tre volte all'alba
Qualcuno con cui correre
Divorare il cielo,
Le cose fondamentali.

Ilaria Daddario



giovedì 28 novembre 2019

Raccolta

Un mare di parole,
tracce di luce,
raccoglierne i fiori
nelle mani.

Ilaria Daddario

Ricerca

Ricerca, anima
un altro sguardo,
sotto un cielo immobile.
Incursione nella mia mente.
Leggere ora saprei
i colori di ogni passo
accanto a me.

Ilaria Daddario

Spalancati

Silenziosa e colma
griderei la pienezza,
il profumo dell'orizzonte.
Grata,
accarezzo,
senza timore.

Ilaria Daddario

martedì 16 aprile 2019

Foto



L'ha posata sul mobile marrone scuro, vicino alla finestra, quello con il graffio profondo. Credo di non averlo visto mai senza quel graffio.
Mi ha detto di non toccarla fino al suo ritorno. Adorabile tentativo di tenersi strette le sue cose, il suo contenitore di bellezze immortali, la sua illusione di avere il tempo stretto fra le mani. In fondo quanta cura ci vuole per scattare una foto, una di quelle che sembrano stare in silenzio e invece urlano istanti.
È tornata, l'ha sollevata portandosela al petto e mi ha sorriso compiaciuta, prima di sparire dietro la porta. Ho pensato che siamo talmente complessi, che poi amiamo le cose semplici.
Sposto gli occhi sulla finestra e mi accorgo che la luce è diventata più debole: sfacciato e fiero, il sole ha deciso che per oggi può bastare.
Spazio ad una luce nuova.

Ilaria Daddario

lunedì 25 marzo 2019

In aeroporto

Disegni di Gaetano Volpe

Mi piacciono gli aeroporti. E le stazioni. E quei posti traboccanti di gente che si muove in così tante direzioni diverse. Ma gli aeroporti soprattutto. Il paradosso di pareti sterili e bianche destinate ad accogliere poi così tanti colori. Un insieme di vite che si sfiorano, pur essendo profondamente lontane. Un concentrato di diversità. E possibilità. Ed emozioni di ogni genere. Credo che tutti qui abbiano qualcosa tra le mani. Che sia una speranza o una delusione, un'avventura o un progetto, che sia un'abitudine o una novità, un addio o magari un incontro. Hanno tutti un motivo negli occhi, uno per ogni età, uno per ogni storia. E alcune storie hanno dei dettagli così belli da guardare. Come gli occhi di 
un bambino curioso di vedere le nuvole da vicino. Come un abbraccio sincero tra chi ancora non sa quando potrà stringersi ancora. Sembra quasi di guardare da un buco della serratura ciò che succede oltre la porta della propria storia.

Ilaria Daddario

giovedì 21 marzo 2019

Portami laggiù

Non importa dove,
per caso
la tua anima
da te stessa.
Eccoti,
chiara,
semplice
La penna scriverà di te
ancora,
emozionante,
immersa.
Portami laggiù,
fra le tue mani
fluttuo.
Tu sorridi,
sempre.

Ilaria Daddario
Poesia creata con il Metodo Caviardage.
Pagina originale tratta da "Che tu sia per me il coltello".

venerdì 1 febbraio 2019

Oltre la superficie




Uno spiraglio mi spinge oltre. 


Oltre le incertezze, mi fa credere in qualcosa, nella gente, nelle sensazioni, nelle occasioni. 

Mi vibra dentro, oltre la superficie dura, oltre i contorni limitanti, oltre la pelle imperfetta, fino in fondo alla mia verità più coraggiosa. 
Era da un po' che non scrivevo: un blocco, un ostacolo, un'ispirazione che non arriva, una prontezza che non sento.
Eppure, con l'assurdo e con l'incerto, in questa penna generosa, trovo sempre ciò che sto cercando.



Ilaria Daddario

venerdì 25 gennaio 2019

Qualcosa di buono




Quante persone ho incontrato sulla mia strada. Quante ne incontro e quante ancora mi aspettano chissà dove. Adoro la bellezza degli incontri, delle conoscenze, di quella curiosità sincera che nasce dalle novità, da ciò che ancora non si conosce, dal mistero della scoperta. Amo tutto quello che posso assorbire dalla gente che ha qualcosa di buono da darmi.

Ilaria Daddario

lunedì 13 agosto 2018

Inaspettate mani

Fotografia di Paolo Ferruzzi

Radici della volontà e delle intenzioni,
le mani del saper fare.
Riscoperta di sensi e sensazioni,
le mani del tatto.
Mani utili.
Mani sincere.
Prolungamento dell’istinto e della passione,
le mani del desiderio.
Mani esigenti.
Mani gentili.
Forti per sopportare pesi
dolci per sollevare anime,
le mani della protezione.
Mani curiose.
Mani che imparano.
S’incontrano e stringono,
le mani degli incontri.
Mani incerte.
Mani che donano
e che accarezzano,
inaspettatamente.
Ilaria Daddario


Pubblicato sulla posterzine mensile (versione telematica) Locomotiv
http://www.asslastazione.it/2018/10/07/inaspettate-mani/

lunedì 30 luglio 2018

Ciao Nonno



Questo scritto non nasce solo per dire che mio nonno Francesco è stato uno splendido nonno, ma nasce soprattutto dalla voglia di raccontare come e cosa lui è stato attraverso i miei occhi. Quando ero molto piccola, i baci a lui non li volevo dare; oggi ho 26 anni e in questi altri anni ho recuperato tanto da meritare di essere chiamata per una vita intera "la bella del nonno", espressione che mi fa sorridere il cuore solo a pensarci. Adesso che è andato via, si porta con sé tutti quei baci e un pezzo grande di me. Un po' della me bambina e un po' della me ormai donna. Quello più dolce e insieme più testardo. Perché si, mio nonno era ostinato, caratterialmente forte, a volte troppo; le sue idee non le hanno buttate giù neanche a suon di urla. Lo stesso uomo che poi con occhi piccoli e dolci mi diceva "Sai a cosa servono i nipoti?A tenere in vita i nonni". Lo stesso che ha pianto per i miei traguardi e che mi ha detto sempre "Stai attenta ai maschietti". Lui ha sempre guidato per lavoro e con la sua auto da ragazzina mi ha accompagnata ovunque; in quei momenti amava chiacchierare e raccontare di sé e ciò mi ha permesso di conoscerlo davvero. Poi ovviamente ha voluto insegnarmi lui a guidare. Quando penso a lui, ricordo quanto è potente la determinazione in una persona, ripenso agli insegnamenti, ai proverbi, alle frasi da repertorio che lui iniziava e io dovevo completare, alle partite a carte e a dama e a quanto tutte, e dico tutte ,le volte si divertiva cercando di barare per vincere. Se tutt'ora mi piacciono i cruciverba è perché giocavo con lui a chi indovinava più parole ed era uno dei suoi modi di dedicarsi a me cercando anche di insegnarmi ciò che sapeva. Penso a lui e riconosco la bellezza dell'amare una donna per una vita intera, perché i miei nonni insieme sono per me la dimostrazione che l'amore esiste e che può durare fino all'ultimo istante; rivedo i baci che si sono dati fino a pochi giorni fa e poi li rivedo al centro sala durante la festa del loro anniversario, quando lui durante il ballo le teneva la mano stretta sul proprio petto. Mi ha insegnato a dialogare e confrontare le opinioni. Mi ha dimostrato come ci si diverte davvero alle feste di matrimonio, cioè mangiando e ballando il Rock&Roll. Mi ha insegnato ad essere fiera di me, con quanto orgoglio diceva a tutti che ero la sua dottoressa. Mi ha insegnato che da grandi si impara più che da bambini. È impossibile descrivere ogni ricordo e dono che ho ricevuto da mio nonno, è stata una fortuna averlo nella mia vita, una ricchezza enorme. L'intensità con la quale lo porto dentro, supera di gran lunga qualsiasi addio. Ti voglio bene nonno, fai buon viaggio, io ti porto con me.

Ilaria Daddario