Raccolta casuale del piacere e della bellezza di scrivere e condividere parole e forse, qualcosa in più. Racconti brevi, poesie, viaggi, pensieri, improvvisazioni. Sensazioni sulla pelle.
martedì 30 gennaio 2018
Jeans rotti
Per tutte quelle volte che si riesce a trovare la forza di vedere nel negativo, ciò che è stato positivo. Come quando un fratello più piccolo, pezzo di cuore tanto desiderato, fa un incidente in moto; quest'ultima si distrugge, mentre lui, a parte un jeans strappato, è tutto intero e sano. Cento di quei jeans strappati, fratello mio. Si, ti auguro sempre protezione da ciò che di male può accaderti nella vita. Perchè le cose succedono, e a volte sono parecchio brutte, e io ti farò da scudo tutte le volte che potrò. Se potessi per ogni male garantirti con le mie sole forze dei soli jeans rotti, firmerei subito l'accordo. Se potessi ogni volta barattare il tuo dolore con dei soli jeans strappati, lo farei. Ogni maledetta volta.
Ilaria Daddario
lunedì 29 gennaio 2018
Rabbia sorprendente
La rabbia non ha nulla di divertente. Ma di sorprendente, a volte, si. È un sentimento così pieno ed impetuoso, irrazionale e improvviso, eccessivo e inconcludente. Non osserva, non ascolta, non comprende, non sa cedere. E mi sorprende come possa invece a volte mutare con delle tali piacevoli piccolezze quotidiane, in poco tempo. Uno sguardo sicuro, un profumo buono, una voce rassicurante, un abbraccio avvolgente, un buon libro, un sorriso sincero, una mano accogliente, un buon cibo, una parola dolce, un gesto generoso, un bagno caldo. Potesse sempre trasformarsi così...
Ilaria Daddario
sabato 27 gennaio 2018
Il sapore delle cose buone
Laraine ci tornò in quella casa, oh si, e questa volta insieme alla sua consapevolezza.
Tante raccomandazioni fatte a quella parte così testarda e giovane di lei che poi, alla fine, non ha ascoltato proprio mai.
Tornare significò riascoltare quel senso di piacere, ancora. Come ancora quel profumo di fresco e di cose belle che resistono al tempo e ai cambiamenti dell'anima. Come ancora quel vento caldo e quell'entusiasmo che toglie il respiro. Come ancora quella strada e le opportunità che regalano paura e coraggio insieme.
Come una foto che ritrovi all'improvviso e non riesci a credere che sia così maledettamente identica, perfetta, ancora.
Ilaria Daddario
Testo pubblicato sul magazine Colori Vivaci Magazine
http://www.colorivivacimagazine.com/2018/01/il-sapore-delle-cose-buone/
domenica 14 gennaio 2018
Mano sul cuore
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| Fotografia di Ilaria Daddario |
La semplicità è una domenica che regala un pranzo coi propri cari per condividere idee, pensieri, buon cibo e quegli sguardi d'amore morbidi e premurosi che sono tipici solo della famiglia. La domenica dalla nonna è una tradizione e mi rasserena, mi fa sentire a casa ed estremamente al sicuro. Allo stesso tempo, mi attraversano i brividi di una strana inquietudine: guardo quegli occhi e ci vedo dentro tutto il tempo che è trascorso e che continua a scorrere, ci intravedo i cambiamenti e ciò che resta identico e poi ci vedo tutto quello che lentamente si sta trasformando. Guardo mio nonno, adesso così fragile e mi si stringe il cuore, sembra che qualcuno stia lì a pizzicarmelo, ogni volta, ad ogni sguardo. E prego, con tutte le mie forze, che non regredisca giorno dopo giorno, che possa restare sé stesso, che non dimentichi anche ciò che conta, che riesca a sopportare le frustrazioni e a combattere contro questo fardello più grande di lui e di chiunque altro. Poi guardo la mia incredibile nonna e prego che possa avere sempre la forza di reggere sulle proprie spalle il dolore, le complicazioni, la stanchezza e che non si stanchi mai di tenerlo forte per mano. Li guardo, e mi torna in mente sempre quella meravigliosa immagine di lui che le tiene la mano sul cuore mentre ballano un lento al centro pista, così, stretti stretti, diversi in mezzo a tanti. Sono così grata di aver potuto conoscere tutto l'amore che sono.
Ilaria Daddario
martedì 9 gennaio 2018
Entusiasmo
L'entusiasmo di imparare qualcosa di nuovo, di buttarsi a capofitto nelle cose, di arricchirsi il più possibile, di non vedere l'ora che accada qualcosa, o qualcuno.
Ilaria Daddario
domenica 7 gennaio 2018
Distanze
La gente di solito descrive la domenica come un giorno spento, passivo e noioso.
Mi rendo conto che in realtà è tutto relativo: dipende da come la si riempie. Oggi, per me, è stata piena di... famiglia. Di quei legami viscerali che esistono anche oltre le distanze. Pezzi di una famiglia che vivono lontani l'uno dall'altro. Quanto possono esser letali, le distanze. Non permettono alle persone di viversi davvero e creano una sorta di barriera sottile attorno ad ognuno. E ogni volta che, per fortuna, ci si ritrova, bisogna impegnarsi per rompere quel doloroso strato, riuscendoci oppure no. Mi fa riflettere e soffrire ogni volta, soprattutto quando penso a chi ha dovuto portarne addosso le pene, a chi ha dovuto sopportarla e ancora la sopporta, a mia madre e alle cicatrici che si porta dentro. Oggi sono grata per i sorrisi di mia madre e per le lacrime che ho visto scendere dagli occhi di mio nonno, lacrime di gioia e dolore insieme, di tanti anni passati e di tante lotte vinte e perse, di amore sincero per quei nipoti che oggi guardava attorno allo stesso tavolo, riuniti. Se non è amore questo...
Ilaria Daddario
venerdì 5 gennaio 2018
Mare d'inverno
Ma cos'è il mare? E soprattutto, il mare d'inverno. Che sensazioni sa dare? Inspiegabili, forse. Di pulito. Di grandezza, spensieratezza, leggerezza. Di tranquillità. Di profondità, ecco: ha la capacità incredibile di farmi sprofondare nei vicoli più contorti di me stessa. Si, sa adattarsi completamente e perfettamente a me. Desideravo immergere i piedi in quella sabbia fresca, ma in realtà andava bene anche così. Guardavo quelle acque immense e mi sentivo fortunata e grata, forse anche per quel paio di occhi che guardavano quel mio stesso mare, al mio fianco, felici e colmi.
Ilaria Daddario
giovedì 4 gennaio 2018
Legami
La bellezza dell'amicizia, della condivisione di due o più vite. Una bellezza che diventa ancor più considerevole quando supera limiti spessi come la distanza e il tempo che inesorabile scorre e cambia tutto ciò che sfiora; quando hai la fortuna di far parte di legami così reali e preziosi, lo sai, te ne rendi conto. Niente può donare di più di un autentico scambio, niente può farti sentire più ricco di così.
Ilaria Daddario
venerdì 8 settembre 2017
Thailandia
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| Fotografia di Ilaria Daddario |
La parola Thai significa uomo libero. E con questo spirito, in questa terra ho visto cose incantevoli. Posti incredibili nel verde della giungla, templi e luoghi sacri che rasserenano e mozzano il fiato, e caos e modernità. Colore ovunque, odori di ogni tipo e cibi saporiti; devozione religiosa e orgoglio culturale, rispetto per gli altri, curiosità, commemorazione e condivisione. Ho visto umiltà e povertà, a volte sporcizia e molto disordine, e poi organizzazione, attenzione e cura per i dettagli. E preghiera, in ogni luogo e momento. Buddha ed elefanti ovunque. Culture che convivono. Strade grandi e piccole in cui risuona musica tipica, che pullulano di mercatini di ogni genere e di cibo e che strabordano di gente, tutto il giorno e tutta la notte, senza sosta. Frutta, tanta, colorata, buonissima. Tanto traffico con i driver spericolati, e i tuk tuk coloratissimi che sfrecciano quasi senza regole. C'è contrattazione per qualsiasi cosa vendibile e
acquistabile. I monaci, pacati e sereni. È terra di contraddizioni, in cui si fondono alla perfezione tradizione e modernità, caos e quiete, riflessione e avventura, natura e città, caldo da togliere il respiro e scariche di pioggia brevissime, e tutto ciò resta assurdamente in un equilibrio stabile e assicurante. È un posto che impressiona, sorprende e incuriosisce. Ma la serenità di questo posto non è solo nei templi: è soprattutto nella gente. Tanta, bella, disponibile, rispettosa. Mi hanno ipnotizzata i loro volti, i loro sguardi, che trasmettono emozioni pure. Gente gentile, che aiuta pur avendo poco da offrire, che sa adattarsi a culture diverse. Gente con occhi profondi e buoni, bambini che salutano per le strade e anziani da abbracciare. Se incroci i loro sguardi per strada, per caso, ti sorridono, senza motivo. Gente con voci squillanti e risate
rumorose, che lavora a tutte le ore del giorno e gente stanca, con sguardi persi, ma tutti con la voglia di condividere la propria cultura. Ogni cosa qui sembra sorridere. Nei templi si entra a piedi nudi, ma la verità è che qui ci si sente a cuore scalzo, vulnerabili ed incredibilmente sereni, pronti a provare sincero stupore per tutta questa meraviglia.
Ilaria Daddario
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